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Percorso diagnostico teraupetico del tumore al polmone

Pubblicato in Percorso del paziente


Nonostante il tumore al polmone rimanga ancora la prima causa di morte per neoplasia in Italia, la cura negli ultimi anni offre comunque maggiori possibilità di successo rispetto al passato, sia per il miglioramento della scienza medica in ogni area coinvolta (chirurgia, oncologia, radioterapia, radiologia, pneumologia, medicina nucleare, anatomia patologica), sia per la sinergia tra le diverse competenze. Fondamentale per la buona riuscita delle cure sono una diagnosi precoce, un’adeguata stadiazione e un codificato e corretto percorso nelle terapie.


Possibili Cause

Il fumo di tabacco è responsabile della maggior parte dei casi di tumore al polmone ed è senza dubbio il fattore di rischio più importante finora evidenziato. Anche il fumo passivo può provocare tumori nelle persone che non fumano. Maggiore è l’esposizione al fumo, maggiore è il rischio di ammalarsi. La prevenzione con l’abolizione del fumo di sigaretta è oggi l’azione fondamentale per combattere il tumore al polmone.


Sintomi

I fumatori o ex fumatori, soprattutto sopra i 65 anni d’età dovrebbero riconoscere alcuni sintomi che, anche se non specifici, potrebbero richiedere alcuni approfondimenti. I possibili sintomi che dovrebbero indurre a rivolgersi al medico curante sono: tosse ingravescente e refrattaria alla terapia medica o che cambia di caratteristiche nel fumatore, sangue nel catarro (emoftoe) o sputo ematico (emottisi), dolore toracico, mancanza di fiato (dispnea). I sintomi del tumore al polmone all’esordio sono però presenti in una minoranza di pazienti; spesso infatti il tumore in stadio precoce è asintomatico e si notano soltanto segni più tardivi come un calo di peso non giustificato da diete, spossatezza diffusa (astenia), dolori ossei, sintomi neurologici, possibile espressione di localizzazioni a distanza (metastasi).


Il percorso teraupetico

Nei casi di sospetto, il medico curante dopo una visita medica con un attento esame obiettivo toracico, nel dubbio clinico di tumore polmonare prescriverà una radiografia del torace standard in 2 proiezioni. Se il dubbio viene confermato, il paziente va affidato ad un medico specialista che, in collaborazione con altri colleghi facenti parte di un gruppo multidisciplinare oncologico toracico, lo avvia a un percorso diagnostico-terapeutico che prevede alcuni esami di secondo livello che consentono di eseguire prelievi (biopsie) e dare quindi un nome alla malattia, valutare la sua estensione ed intraprendere le necessarie e specifiche cure.


Diagnosi e trattamenti

Gli esami principali per la diagnosi e la stadiazione sono: TAC del torace, che nel caso di una lesione polmonare sospetta deve essere eseguita anche all’addome superiore per escludere metastasi principalmente al fegato e ai surreni; broncoscopia e PET/TC. Questi accertamenti, insieme ad altri come le prove di funzionalità respiratoria, permettono di capire se la malattia è asportabile e se il paziente può essere sottoposto ad intervento chirurgico. Nei primi stadi della malattia, infatti, la chirurgia rimane la principale arma terapeutica con i migliori risultati di guarigione. Generalmente consiste nell’asportazione della porzione di polmone malata e dei linfonodi vicini (linfadenectomia ilo-mediastinica). La chirurgia ha avuto notevoli miglioramenti tecnici grazie a interventi ricostruttivi con plastiche bronchiali o resezioni a manicotto (sleeve) che permettono di risparmiare parti di polmone sano, preziose per la respirazione, rimuovendo comunque la malattia. Vi sono inoltre tecniche ricostruttive della parete toracica o ricostruzioni vascolari e tecniche mini invasive che garantiscono al paziente un minor dolore postoperatorio e una ridotta degenza ospedaliera con equivalenti risultati oncologici.

 

Anche in presenza di singole metastasi, la chirurgia può avere un ruolo curativo e nei pazienti dove la malattia è stata riscontrata in uno stadio avanzato e non più guaribile, anche in associazione alla radioterapia, può avere un ruolo palliativo migliorando la qualità di vita. Quando la malattia non può avvalersi di un approccio chirurgico, le terapie mediche oncologiche e la radioterapia possono offrire validi percorsi di cura. La radioterapia può essere usata da sola oppure in combinazione con la chemioterapia e/o la chirurgia per trattare tutti i tipi di carcinoma polmonare. Nelle malattie localizzate al torace, ma con estensione anche ai linfonodi mediastinici o a organi toracici quali i grossi vasi del mediastino, la combinazione delle varie strategie terapeutiche (chemioterapia, radioterapia, in casi selezionati la chirurgia) costituisce la strategia terapeutica ottimale. In casi selezionati la radioterapia può essere condotta con una moderna tecnica di particolare precisione denominata radioterapia stereotassica, anche nei pazienti che non sopporterebbero l’intervento chirurgico.

 

Nei pazienti operati, ma con fattori di rischio per recidiva loco-regionale, la radioterapia può ridurre la percentuale di ripresa della malattia, può alleviare i sintomi (dolore, dispnea, emoftoe) e può migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da metastasi, soprattutto ossee ed encefaliche. Quando la malattia si è estesa oltre il torace, la strategia ottimale nella maggioranza dei casi prevede un trattamento farmacologico rappresentato dalla chemioterapia o da altre terapie cosiddette “biologiche” (in genere farmaci assunti per via orale). L’oncologia medica contribuisce alla cura del tumore del polmone con strumenti sempre più sofisticati e con terapie che, sulla base anche della disponibilità di nuovi test molecolari che caratterizzano meglio il tumore, risultano sempre più “ritagliate” sul profilo del paziente e della neoplasia da cui è affetto. Ciò consente rispetto al passato una migliore efficacia e minori effetti collaterali.


Il GIOT

Dall’integrazione delle diverse competenze professionali è nato in Humanitas Gavazzeni un percorso in grado di accompagnare il paziente in tutte le fasi della sua malattia. Un lavoro di squadra che è stato formalizzato in un team: Gruppo Interdisciplinare Oncologico Toracico - GIOT. Il paziente è così seguito dalla diagnosi alla terapia passando attraverso la stadiazione della malattia con il fondamentale supporto della radiologia e della medicina nucleare. Tutti i medici specialisti coinvolti decidono assieme la strategia terapeutica più adeguata per il singolo malato e ogni caso viene rivalutato dal team, anche dopo il trattamento qualora si rendesse necessario.

 

Per maggiori informazioni e per avvalersi dell’approccio alle cure, si può telefonare al case manager allo 035.4204.072 oppure scrivere un’e-mail a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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