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Parkinson e demenze: medicina personalizzata in convegno a Rozzano

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Terapie con cellule staminali, basi genetiche della degenerazione selettiva, disturbi del controllo degli impulsi. Questi alcuni degli argomenti legati alla gestione della malattia di Parkinson e di altre patologie neurologiche degenerative quali demenze e sclerosi laterale amiotrofica che oggi interessano quasi un milione di italiani.

 

Se ne parlerà in occasione di “Milano Parkinson”, quindicesima edizione del congresso dedicato agli sviluppi scientifici e agli scenari futuri nelle malattie neurodegenerative in programma il prossimo venerdì 24 Marzo dalle 8 alle 17 presso il Centro Congressi di Humanitas, a Rozzano, via Manzoni 113.

 

Anche per la malattia di Parkinson, le demenze e le malattie neurodegenerative, il futuro delle terapie porta il nome di “medicina personalizzata”. Aver fatto passi avanti verso questo tipo di trattamento, e pensare di poter compiutamente tagliare questo traguardo, è stato possibile grazie alla distinzione delle diverse forme delle principali malattie neurologiche degenerative.

 

«Tra le novità più rilevanti in questo campo c'è la sotto-tipizzazione di malattie come Alzheimer e demenze o Parkinson, con evidenti ricadute su diagnosi e terapia», spiega il spiega il prof. Alberto Albanese, responsabile Neurologia I di Humanitas e organizzatore di “Milano Parkinson”.

 

Al congresso parteciperanno diversi relatori italiani ed europei, oltre agli specialisti di Humanitas. Sarà un'importante occasione di approfondimento scientifico per i medici con specializzazione in neurologianeurochirurgia, neurofisiopatologia, neuroradiologia e medicina  nucleare.

 

L'indagine e le evidenze acquisite relative agli aspetti genetici hanno permesso di conoscere più a fondo queste patologie: «L’eterogeneità delle malattie neurodegenerative è ormai un dato acquisito – prosegue il prof. Albanese –. Non possiamo più parlare di malattia di Alzheimer o di Parkinson, o di demenza, al singolare, perché esistono più tipologie di ciascuna di queste malattie. Bisogna tenere conto di due tendenze apparentemente contrapposte: da una parte si raggruppano le patologie perché ne riconosciamo i meccanismi causali simili; d’altra parte, ci muoviamo verso una neurologia di precisione, che riconosce le peculiarità e le esigenze specifiche di ciascun paziente».

Le malattie neurologiche degenerative: caratteristiche e numeri

Le malattie neurologiche degenerative sono caratterizzate dalla perdita precoce (spesso in età adulta e nel pieno delle capacità produttive) di cellule nervose (neuroni) in alcune parti specifiche del sistema nervoso.

 

Tale perdita è inizialmente selettiva, interessa cioè una porzione limitata e può rimanere localizzata o diffondersi fino a generalizzarsi. Le diverse malattie neurologiche degenerative hanno sintomi diversi, in rapporto alle aree nervose colpite e progressione variabile. Ad esempio, la malattia di Parkinson, che colpisce in Italia circa 300mila persone interessa inizialmente le aree del controllo motorio, per poi eventualmente – ma non necessariamente – colpire anche i nervi che controllano gli organi interni, le funzioni cognitive, ecc. La malattia di Alzheimer, inizialmente interessa le aree della memoria, per poi estendersi a quasi tutta la corteccia cerebrale. La malattia del motoneurone (o sclerosi laterale amiotrofica) colpisce in Italia circa 5mila malati, in media intorno ai 60 anni, e porta a una progressiva paralisi di tutti i muscoli, con esito fatale entro 3-5 anni dall’inizio dei sintomi.

Malattie neurologiche degenerative: in Humanitas un progetto di Ricerca che è possibile sostenere attraverso il 5x1000

Il Gruppo Humanitas è in prima fila nella lotta contro le malattie neurologiche degenerative, attraverso la ricerca dei fenomeni biologici che le causano e lo studio dei pazienti che ne sono colpiti. In Humanitas si sperimentano nuove cure farmacologiche, chirurgiche, riabilitative, volte a rallentare o contrastare la degenerazione del sistema nervoso. Il ruolo della Ricerca è fondamentale per migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti dalle malattie neurologiche degenerative.

 

Scopri qui come sostenere la Ricerca di Humanitas attraverso il 5x1000.



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31 marzo 2017, tutto esaurito per la Giornata del pavimento pelvico in Villa Elios

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Tutto esaurito
per la Giornata del Pavimento Pelvico organizzata per il 31 marzo 2017 in Humanitas Gavazzeni. Le prenotazioni per la partecipazione gratuita alle lezioni teorico-pratiche strutturate su 3 turni, venerdì 31 marzo dalle ore 14 alle ore 17 nell'auditorium di Villa Elios di Humanitas Gavazzeni Bergamo, della durata di 1 ora, sono andate esaurite.

 

Per chi si è iscritto, la parte teorica, prevede un’informativa di mezz’ora sul pavimento pelvico mentre la parte pratica è strutturata in mezz’ora di esercizi a terra. Saranno a disposizione dei partecipanti tappetini e palloni.

 

Le persone iscritte dovranno presentarsi venerdì 31 marzo direttamente in villa Elios un quarto d’ora prima del proprio turno di lezione, con un abbigliamento comodo.

 

«Il pavimento pelvico è un insieme di diversi legamenti e muscoli alla base della cavità addominale/pelvica, indispensabile per il sostegno di uretra, vescica, intestino e, nella donna, dell’utero – dice la dottoressa Monica Gareggioli, ostetrica, operatrice dell’Ambulatorio Riabilitazione del pavimento pelvico di Humanitas Gavazzeni Bergamo –. Se questa parte del nostro corpo non funziona bene, nascono disturbi che possono condizionare lo stato di salute e la qualità della vita. I sintomi principali che riguardano le disfunzioni del pavimento pelvico sono: stipsi, incontinenza fecale o ai gas, incontinenza urinaria, urgenza della minzione, dolore pelvico cronico, prolasso ano-rettale, prolasso degli organi pelvici. Il parto rappresenta il primo fattore di rischio per quanto riguarda i "danni" a carico della muscolatura pelvica che, nel tempo, possono portare a incontinenza urinaria».

 

Intervenire preventivamente è possibile con una serie di esercizi che possono aiutare a non incorrere in problematiche con l’avanzare dell’età.

 

«La riabilitazione – aggiunge la dottoressa Gareggioli – è un insieme di tecniche di tipo conservativo che hanno lo scopo di attenuare o risolvere la disfunzione della muscolatura del pavimento pelvico».

 

 

In allegato la locandina della Giornata organizzata da Humanitas Gavazzeni.

 

Allegati:
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Cerume, ecco come eliminarlo dalle nostre orecchie

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Che le orecchie debbano essere tenute pulite lo si impara fin da bambini: una delle domande più frequenti delle mamme è “Ti sei lavato bene anche le orecchie?”, perché il materiale che viene prodotto dai nostri condotti uditivi, il cerume, è considerato poco estetico e quindi da eliminare.

«Giusto, ma questo non deve fare dimenticare che il cerume, come le altre sostanze che vengono secrete dal nostro organismo, ha una sua ben precisa funzione» sottolinea Lucio Rizzi, specialista dell’Ambulatorio di Otorinolaringoiatria di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Cominciamo proprio da qui: qual è la funzione del cerume?

«Il cerume ha funzione protettiva e antibatterica del condotto uditivo esterno. Per questo è normale e giusto che ci sia. Il problema sorge quando si ha un’iperproduzione di cerume. In questo caso il materiale prodotto in eccesso non ha nessuna utilità e nasce l’esigenza di eliminarlo, spesso a livello ambulatoriale, soprattutto quando si viene a creare il cosiddetto “tappo di cerume” che può avere effetti negativi sull’udito».

Come può essere eliminato il cerume in eccesso? Si possono utilizzare i sistemi fai da te?

«Si può pulire l’orecchio esternamente con un dito, utilizzando acqua e un detergente non troppo aggressivo. Il cerume può essere tolto anche usando un fazzolettino umido che non deve però essere di carta, perché la carta si sfalda e rischia di entrare nell’orecchio».

Ci sono altri sistemi? Il cotton fioc, ad esempio, è adatto alla pulizia dell’orecchio?

«È importante evitare tutte le manovre che possano provocare traumi all’orecchio. Si può usare un cotton fioc, ma bisogna farlo con estrema attenzione per evitare di procurarsi una perforazione del timpano. Se spinto troppo all’interno e con violenza, il cotton fioc può inoltre provocare problemi agli ossicini della cassa timpanica o addirittura all’organo dell’equilibrio, con conseguenze che possono portare a interventi chirurgici delicati e addirittura provocare danni permanenti. Sezna dimenticare che l’uso dei cotton fioc deve essere limitato anche perché il suo uso può contribuire a compattare il cerume presente all’interno dell'orecchio e a formare così il tappo».

I coni di cera e gli spray di soluzione fisiologica, invece, sono strumenti efficienti e sicuri?

«È vero che i coni di cera riescono a estrarre un po’ di cerume dall’interno dell’orecchio, ma sono anche pericolosi: ho bene in mente il caso di una ragazza che, a causa della cera bollente riversata all’interno dell’orecchio, ha avuto il timpano completamente bruciato. Gli spray a base di soluzione fisiologica, invece, non hanno effetti collaterali ma difficilmente risolvono il problema del cerume in eccesso. La soluzione fisiologica, infatti, viene spruzzata all’interno del condotto uditivo esterno a una pressione talmente modesta che non è tale da favorire la fuoriuscita del cerume. Inoltre, la soluzione fisiologica quando entra in contatto con il cerume lo fa gonfiare, provocando l’occlusione completa del condotto e ottenendo così un risultato opposto a quello sperato».

Allora il miglior risultato è sempre e comunque la sana e vecchia pulizia insegnata dalle mamme ai figli fin da piccoli…

«In pratica sì. Un certo beneficio lo può dare l’utilizzo più volte al giorno di gocce ceruminolitiche, prodotti da banco che rendono il cerume meno secco e ne agevolano la fuoriuscita non “traumatica”. Se anche questo sistema non funziona, però, l’unica soluzione è quella di farsi estrarre il cerume da uno specialista otorinolaringoiatra (o dal medico di famiglia se è pratico) a livello ambulatoriale. Il medico specialista deciderà se utilizzare il vecchio metodo dello “schizzettone” (grossa siringa di vetro) con acqua a temperatura corporea. Nel caso in cui invece sospetti che vi sia una lesione sottostante, utilizzerà una cannula collegata con un sistema di aspirazione».

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.