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Salute

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In partenza per le vacanze? Non dimenticate il kit di pronto soccorso!

il . Pubblicato in Salute


Anche in vacanza ci si può infortunare o si può soffrire per allergie o infezioni. Per questo è bene avere sempre con sé un kit di primo soccorso, da utilizzare nei momenti di emergenza, quando non è necessario ricolgersi a un medico (o inattesa che questo arrivi).

 

La possibilità di ferirsi o di contrarre infezioni o allergie è sempre dietro l’angolo, anche quando si è in vacanza. Anzi, è proprio quando ci troviamo al di fuori dal nostro ambiente, in situazioni per anomale e inusuali, che siamo maggiormente esposti a pericoli di questo genere.

 

Per questo bisogna ricordarsi di portare sempre con sé – nei lunghi viaggi all'estero, ma anche nelle brevi trasferte nei luoghi di villeggiatura italiani – un kit di pronto soccorso da utilizzare nei momenti di urgenza, prima di contattare, se ce n'è la necessità, un medico.

 

Che cosa bisogna inserire in questo kit? Ne parliamo con il Maurizio Galbussera, responsabile del Pronto Soccorso di Humanitas Gavazzeni.

A che cosa può servire il kit da viaggio di pronto soccorso?

«Il kit, prima di tutto, deve essere predisposto in base alle esigenze di chi lo dovrà ipotetcamente utilizzare. Se si tratta di una persona soggetta ad allergie o che sta curando specifiche patologie, sarà ovviamente necessario portare i farmaci prescritti dal medico. Per il resto, bisogna portare farmaci e materiale da medicazione necessari per ognuno dei componenti della famiglia (se non si viaggia da soli), calcolando le quantità in base a durata e tipologia del viaggio».

Come ci si deve organizzare nel caso in cui si vada in vacanza con bambini?

«Non ci si deve dimenticare di portare anche farmaci di impiego pediatrico, in confezioni che abbiano un dosaggio adatto al peso dei bambini. In ogni caso, questo vale anche per tutti, anche per gli adulti, è sempre meglio portare con sé farmaci già conosciuti e già assunti in passato, per evitare di incorrere nel rischio di effetti collaterali indesiderati o fastidiose reazioni di intolleranza o di allergia».

Qualche altro consiglio sulla scelta dei componenti del kit di pronto soccorso per le vacanze?

«Prima di tutto bisogna leggere bene le scadenze dei farmaci ed evitare di portare quelli in scadenza durante il viaggio. Meglio inoltre buttare quelli che in precedenza sono stati troppo esposti al caldo o al freddo e che per questo si potrebbero essere alterati. Attenti, poi, ai farmaci contenuti in fiale di vetro: devono essere tenuti in buste di plastica a chiusura ermetica e dovrebbero essere sempre portati in numero doppio, per avere una scorta in caso di rottura di un contenitore. Infine, bisogna ricordarsi di portare i foglietti illustrativi dei farmaci: occupano poco spazio, pesano poco e possono essere molto utili quando sia necessario ripassare i dettagli su posologia, controindicazioni ed effetti collaterali dei medicinali che si vogliono usare».

Nel kit bisogna inserire solo farmaci?

«No. È importante inserire anche i cerotti, un laccio emostatico, fazzolettini disinfettanti, una busta con ghiaccio sintetico, acqua ossigenata, almeno una benda elastica. Possono essere utili anche forbicine e una pinzetta ma attenzione: se si viaggia in aereo il loro trasporto è vietato e devono dunque essere lasciate a casa. In generale sembra servano tantissime cose, ma singolarmente occupano davvero poco spazio e possono stare tutte in un’unica busta che ci si augura di non aprire mai, ma che può rivelarsi molto utile per un proseguimento sereno della vacanza».

 

Nel kit di pronto soccorso per le vacanze non devono mancare:

Materiale Generico

  • 4/6 Guanti monouso non sterili
  • 1 laccio emostatico
  • fazzolettini disinfettanti
  • 4 cerotti antivesciche (tallone e dita)
  • 5 siringhe da 5 ml
  • 2 fiale soluzione fisiologica da 5 ml
  • una busta di ghiaccio sintetico
  • un tiraveleno

Materiale per medicazione

  • 6 garze sterili 36×40
  • un flacone di acqua ossigenata da 100 ml
  • un flacone di soluzione antisettica da 125 ml
  • 8-10 cerotti da medicazione di vari formati
  • un cerotto anallergico su rocchetto
  • una benda elastica

Farmaci

  • una confezione di antistaminico crema o gel
  • un blister di antistaminico compresse
  • un flacone di antidolorifico gocce
  • un blister di antidolorifico compresse
  • un blister di antiacido compresse
  • un blister di antipiretico compresse
  • 2 fiale di antiemetico
  • 2 fiale di cortisonico
  • un blister di collirio decongestionante monodose
  • farmaci personali, secondo necessità.
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Tempo di mare, tempo di beach volley

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Il beach volley è il più estivo di tutti gli sport. Corsa, scatti e salti sulla sabbia tonificano le gambe, i glutei e l'addome e sono un beneficio soprattutto per chi soffre di vene varicose. Ricordandosi di non esagerare, per evitare fastidiosi traumi.

 

Quando si pensa allo sport dl’estate è quasi obbligatorio pensare al beach volley. Se c’è uno sport estivo, da praticare al sole, capace di unire divertimento e attività fisica questo è proprio la pallavolo giocata sulla sabbia. E per praticarlo non è necessario essere esperti ma basta avere un pallone, una spiaggia, qualche amico e iniziare.

 

Con vantaggi e svantaggi, però, come ci spiega il dottor Michele Albano, fisiatra, responsabile di Riabilitazione Ortopedica e Sportiva di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

I vantaggi del beach volley

Come tutti i giochi sulla sabbia, il beach volley tonifica gambe, glutei e addome. Il piede infatti lavora su una superficie cedevole che fa affondare l’appoggio. Viene così meno la fase elastica del salto, che deve essere compensata applicando una forza maggiore e questo costringe glutei, muscoli anteriori e posteriori di coscia, gamba e piede a un lavoro maggiore per spingere il corpo verso l’alto.

 

Il costante lavoro degli arti inferiori migliora l’efficienza della pompa muscolare e favorisce il ritorno venoso con grande beneficio di chi soffre di disturbi come le vene varicose.

Abituare piedi e corpo alla sabbia

Prima di praticare attività sportive sulla sabbia, soprattutto quando non si è preparati dal punto di vista atletico, sarebbe bene allenarsi su sabbia molto bagnata. In alternativa, bisognerebbe praticare inizialmente lo sport indossando le scarpe da ginnastica per non sollecitare in modo eccessivo la pianta del piede non ancora allenata. Solo in tempi successivi si può passare, gradualmente e a intervalli sempre maggiori, a svolgere l'attività sportiva con i piedi scalzi.

Proteggere pelle e occhi

In estate o durante le vacanze nei paesi tropicali, bisogna proteggere la pelle con creme solari e gli occhi con appositi occhiali infrangibili ben assicurati alle tempie, perché il mare e la sabbia riflettono gran parte delle radiazioni solari aumentando il rischio di scottature e danni alla retina.

 

È meglio evitare di allenarsi indossando le calze sulla sabbia. Le calze mantengono il piede umido senza però isolarlo adeguatamente dal terreno, creando così un microambiente favorevole per funghi o infezioni. Se la sabbia è molto calda, meglio cercare di abituarsi gradualmente alla temperatura.

È importante non esagerare

Il beach volley, come del resto altri sport praticati sulla sabbia, come ad esempio il calcio, può causare traumi che possono portare a infortuni dell’apparato muscolo scheletrico. La superficie instabile, la sabbia, se da un lato facilita il miglioramento dell’equilibrio propriocettivo (il controllo delle articolazioni da parte del cervello), dall’altro espone al rischio di eventi traumatici soprattutto a carico delle caviglie dove è frequente il riscontro di episodi distorsivi che possono portare a una frattura malleolare o a una lesione legamentosa del compartimento interno ed esterno.

 

La sabbia asciutta non offre un sostegno adeguato a piede e caviglia, predisponendo a sollecitazioni legamenti e muscoli degli arti inferiori (soprattutto il polpaccio) che corrono il rischio di subire elongazioni, distrazioni o più importanti lesioni.

 

Spalla, gomito e ginocchia sono infine le altre articolazioni che possono subire danni traumatici vista la tipologia dell’attività sportiva che richiede un grosso sforzo fisico e continui tuffi e balzi. Frequenti risultano le sublussazioni o le lussazioni a carico della spalla, caratterizzata quest’ultima dalla perdita dei normali rapporti anatomici tra l’omero e la scapola, che richiedono il rapido intervento medico per la riduzione della lussazione e l’immobilizzazione dell’arto.

 

Il consiglio è dunque quello di giocare e divertirsi senza però esagerare con il gesto atletico, soprattutto se non si è allenati in modo adeguato.

 

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Sole e pesce, l'estate è una scorpacciata di vitamina D

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La stagione estiva è l'ideale per assumere la vitamina D, molto importante per la salute delle nostre ossa e dell'organismo in generale. Esposizione moderata al sole e consumo di alcuni pesci sono la fonte migliore per fare scorta di questo fondamentale elemento.

 

La vitamina D è un elemento fondamentale per il nostro organismo. La sua carenza può provocare problemi alle ossa – la conseguenza più diffusa è l’osteoporosi – ma anche problemi allo stato di salute in generale.

 

È importante dunque assumere con costanza le giuste dosi di vitamina D così da mgliorarne i livelli presenti nel sangue. Un'azione che è più semplice da eseguire d’estate, come sottolineano le dottoresse Rosa Miranda Testa, endocrinologa, e Sabrina Oggionni, dietista di Humanitas Gavazzeni.

Dottoressa Testa, perché l’estate è la stagione migliore per “rifornirci” di vitamina D?

«Perché una delle cause principali della carenza di vitamina D è la scarsa esposizione al sole. L’esposizione, chiariamo bene, deve essere fatta con cautela, escludendo quindi le ore centrali della giornata, e non deve essere prolungata. Per ottenere gli effetti benefici sulla vitamina D sono sufficienti 20-30 minuti al giorno».

La carenza di vitamina D ha lo stesso influsso su uomini e donne?

«No, le donne hanno un fabbisogno giornaliero di vitamina D superiore a quello degli uomini. Se non assumono abbastanza vitamina D, per questioni ormonali, le donne risultano essere più soggette al rischio di osteoporosi rispetto alle persone di sesso maschile».

Dal punto di vista alimentare, dottoressa Oggionni, quali sono i vantaggi estivi legati alla vitamina D?

«L’estate, soprattutto per chi è in vacanza nelle località di mare, offre l’occasione per mangiare più pesce rispetto al resto dell’anno. E i pesci un po’ più grassi come sgombro, aringa, sardine e salmone contengono buone percentuali di vitamina D. La cosa migliore, da questo punto di vista, sarebbe fare uso di olio di fegato di merluzzo, ma questo non è un prodotto abitualmente consumato. Non bisogna comunque dimenticare che la vitamina D si trova anche nel burro, nel tuorlo d’uovo, nei formaggi grassi e nel fegato. Per mantenere in equilibrio la presenza di vitamina D nel nostro sangue bisognerebbe non eccedere in diete fortemente ipolipidiche, cioè basate su una drastica riduzione dei grassi, e su quelle che sono del tutto prive di latte e latticini».

Gli integratori possono sopperire alla mancanza di vitamina D?

«Gli integratori hanno questo nome perché hanno la funzione, appunto, di “Integrare” una carenza. Questo significa che devono essere assunti, sotto controllo medico, solo nei casi strettamente necessari, quando cioè viene certificata una carenza effettiva di vitamina D».

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.