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Caldo e alimenti, che cosa mangiare e bere per combattere la disidratazione

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Caldo
e Alimenti. Che cosa bere e mangiare quando la stagione si fa più rovente? Di quali bibite e cibi è consigliato il consumo e quali altri dovrebbero essere invece evitati?

Ecco alcuni consigli per la spesa estiva anti-disidratazione pensati da Sabrina Oggionni, dietista del Servizio di nutrizione clinica e dietetica e del Centro Obesità di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Acqua

L'acqua, è essenziale e non deve essere sostituita da bibite gasate ghiacciate, che possono procurare un immediato piacere ma sono anche ricche di zuccheri semplici e quindi non favoriscono l’idratazione. È molto importante aumentare il consumo di acqua quando si innalzano le temperature, così da per compensare la quota di liquidi che vengono persi con la sudorazione.

Frutta e verdura fresca

Frutta e verdura fresca sono ricche in acqua, vitamine e sali minerali come, ad esempio, potassio e magnesio che servono a sconfiggere il senso di spossatezza che il caldo può produrre. È importante scegliere frutti di stagione, seguendo quelle che sono le indicazioni della natura: la frutta estiva è molto più acquosa di quella che matura nelle altre stagioni dell'anno. Senza dimenticare che carote, albicocche, melone giallo, pesche, pomodori, peperoni, lattuga, radicchio sono una buona fonte di betacarotene (provitamina A), che ci aiuta a proteggere la pelle anche dallo stress dei raggi solari.

Spremute & affini

Le spremute – meglio dei succhi – i centrifugati e gli estratti possono essere consumati tranquillamente nell'arco dell'intera giornata. Con un occhio, però, alla quantità: non bisogna mai dimenticare che la frutta è zuccherina e quindi mangiarne (o berne) in eccesso può produrre effetti contrari al voluto.

 

 

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Non solamente calcoli. In urologia le “onde” curano diverse malattie

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Le onde d’urto furono introdotte per la prima volta in urologia negli Anni Ottanta per il trattamento dei calcoli renali mediante la cosiddetta litotrissia extracorporea (ESWL); negli anni successivi il loro ambito di utilizzo si è rapidamente esteso a molte patologie dell’apparato muscolo-scheletrico al fine di ridurre l’infiammazione e stimolare la rigenerazione di tessuti inerti perché cronicamente sofferenti.

 

In urologia, calcoli a parte, le applicazioni delle onde d’urto si sono ampliate e quelle lineari a bassa intensità oggi danno il loro contributo nella cura di patologie urologiche piuttosto diffuse e di difficile trattamento farmacologico: induratio penis plastica (IPP), disfunzione erettile, sindrome del dolore pelvico cronico.

 

La tecnologia delle macchine per le onde d’urto in dotazione a Humanitas Gavazzeni Bergamo e la formazione degli specialisti permette di intervenire anche in questo ambito.

 

«L’induratio penis plastica è una patologia dalle molteplici cause e non tutte ancora note, che si sviluppa generalmente dopo i 50 anni. All’interno del pene si forma un placca fibrosa che con il tempo tende a calcificare e determina un’incurvatura a livello anatomico e un deficit erettile per la riduzione dell’apporto ematico – spiega il dottor Emanuele Micheli, responsabile dell’Unità Operativa di Urologia di Humanitas Gavazzeni –. Le onde d’urto disgregano la placca, riducendo l’incurvamento del pene e, in parte, riattivando localmente anche il metabolismo e la circolazione».

 

Dal momento che i trattamenti farmacologici non portano a risultati efficaci, la strada delle onde d’urto può essere positivamente percorribile prima di arrivare all’intervento chirurgico di raddrizzamento.

 

Per quanto riguarda la disfunzione erettile, il suo trattamento è generalmente farmacologico, ma c’è una quota di pazienti che non risponde bene, in particolare coloro che hanno problemi vascolari. Le onde d’urto a bassa energia migliorano il microcircolo vascolare e possono essere di grande aiuto.

 

«Le onde d’urto applicate alla disfunzione erettile sono una tecnica di trattamento che può portare vantaggi anche a lungo termine – aggiunge il dottor Micheli –; riattivano il microcircolo penieno e anche se non consentono sempre la guarigione del paziente, sono tuttavia complementari alla terapia farmacologica migliorandone la risposta».

 

Infine, le onde d’urto hanno effetti positivi sulla sindrome del dolore pelvico cronico, patologia caratterizzata da dolore al basso addome associato a dolore di riempimento vescicale e a disfunzione erettile.

 

«Una delle cause potrebbero essere le prostatiti croniche abatteriche in assenza di un fatto infettivo – afferma il responsabile dell’Urologia di Humanitas Gavazzeni –. Le onde d’urto riducono il dolore attraverso l’interruzione del flusso degli impulsi nervosi da iperstimolazione dei nocicettori e la riduzione dell’ipertono muscolare. Ciò porta a un miglioramento della qualità della vita e del dolore dello svuotamento vescicale senza particolari effetti collaterali».

 

I trattamenti sono ambulatoriali, effettuati dagli urologi, e le sedute sono a cicli fissate in base alla patologia e al singolo caso.

 

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In vista degli esami, poco caffè e niente integratori, meglio una dieta equilibrata

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


«Poco caffè e niente integratori, meglio pensare a mangiare bene a tavola»: sono semplici i consigli alimentari per affrontare nel migliore dei modi gli esami di maturità e di terza media, come spiega Stefania Setti, responsabile del Servizio nutrizione clinica e dietetica di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

 

«Anzitutto in questo periodo di stress ma anche di grande caldo, è necessario assicurarsi un adeguato apporto di liquidi quotidiano, perché la disidratazione può dare senso di spossatezza e difficoltà di concentrazione».

 

Quindi, non dimenticarsi di bere, preferendo l’acqua per almeno 1,5/2 litri al giorno. Evitare o limitare l’apporto di zuccheri, quindi bibite, succhi di frutta e centrifugati. Piuttosto te e tisane aromatizzate».

 

Senza esagerare con il caffè: «Il momento migliore per assumerlo è la mattina», continua. E non ricorrere agli integratori: «Meglio pensare a una dieta varia ed equilibrata a tavola», evidenzia la dottoressa Setti.

 

Dunque, «abbondare con verdura fresca di stagione che è ricca di vitamine e minerali, oltre a essere fonte di acqua. Per i pasti principali, pranzo e cena, è fondamentale che si segua una composizione completa e bilanciata, con i due gruppi di nutrienti, nello specifico i carboidrati che forniscono energia al corpo e al cervello, sotto stress nel periodo degli esami, e le proteine».

 

Stare leggeri per poter affrontare le sessioni di studio con attenzione: «Privilegiando proteine da carni bianche, pesce o legumi e cotture semplici, meglio forno e griglia, vapore o umido. I condimenti meglio a crudo con olio extravergine d’oliva, in questo modo preserva tutte le qualità nutrizionali ed è più facilmente digeribile».

 

Anche i piatti unici freschi si prestano al periodo pre esame: «Un esempio molto semplice può essere pasta e fagioli in versione stiva, oppure piatti a base di orzo, farro o riso conditi con pesce o legumi, ad esempio farro, pomodorini e ceci».

 

Utile anche spezzare l’attesa tra un pasto e l’altro: «Mai saltare lo spuntino della mattina e la merenda del pomeriggio soprattutto quando si deve studiare per diverse ore. Si può pensare a frutta fresca o yogurt, ma anche un gelato ce lo si può concedere», prosegue la nutrizionista ricordando il pasto più importante: la colazione. «Gli studi dimostrano che chi non la fa, nel tempo tende a sviluppare obesità. Consiglio un pasto a base di latte parzialmente scremato, visto che stiamo parlando di ragazzi in fase di crescita avanzata, che può essere sostituito con yogurt, entrambi fonti di calcio. Da associare ai carboidrati, come cereali, fette biscottate o pane, oltre a zuccheri semplici come marmellata o miele».

 

 

(Articolo di Elisa Riva pubblicato sul quotidiano “L’Eco di Bergamo” l’1 giugno 2017)

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