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Un bel sorriso è sinonimo di buona salute

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


La prevenzione e la cura del nostro corpo passano anche attraverso un’attenzione, non solo estetica, ai denti e alla bocca. Controlli periodici e interventi puntuali quando avvertiamo un disturbo possono risolvere molte patologie.

 

Non solo per i denti e per le gengive ma per l’intero organismo. Sono in crescita gli studi scientifici internazionali che dimostrano quanto la salute della bocca sia importante per prevenire non solo problemi e disturbi legati al cavo orale ma anche del nostro corpo, visto che è una spia di diverse malattie, dalle infiammazioni al diabete, dalle malattie cardiovascolari alle malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide.

 

Il che significa che il dentista deve sempre più essere uno degli specialisti da consultare quando il nostro organismo mostra dei problemi, piccoli o grandi che siano, a partire dalla bocca. Certo, nella decisione di “andar dal dentista” gioca molto il fattore economico che la crisi che stiamo vivendo rende più evidente. Per questo oggi la sfida è quella di poter offrire cure che permettano di conciliare bilancio familiare e qualità.

 

Un obiettivo su cui si è costruito il Servizio Odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni, che si avvale di un’equipe qualificata per proporre percorsi di prevenzione, diagnosi e cura personalizzati sulla base delle diverse esigenze, grazie a una task force di specialisti in tutte le branche dell'odontoiatria, dall'implantologia all'endodonzia fino all'ortodonzia.

 

Uno specialista per ogni patologia della bocca

Il Servizio Odontoiatrico è strutturato in modo tale che ogni persona, a seconda della propria problematica, possa avere uno o più professionisti di riferimento all’interno di un ambiente ospedaliero che rende possibile, se necessario, un approccio integrato e multidisciplinare.

 

«Fin dall'inizio – spiegano gli specialisti del Servizio Odontoiatrico di Humanitas Gavazzeni – abbiamo voluto puntare su un approccio monospecialistico, settorializzando cioè l'odontoiatria. Questo significa che ogni specialista si occupa in maniera specifica di una precisa tipologia di cura: ci sono quindi professionisti che si occupano esclusivamente di endodonzia (i nervi dei denti) e conservativa, protesi, implantologia come di odontoiatria pediatrica e igiene dentale».

 

Tecnologie sempre al passo con i tempi

Anche nell’odontoiatria le nuove tecnologie sono centrali. A cominciare da quelle oggi disponibili per le protesi dentarie come il sistema “CAD-CAM” che, integrando progettazione e fabbricazione attraverso software innovativi, permette la massima precisione clinica e risultati funzionali e estetici superiori alle metodiche tradizionali.

 

In particolare, sono ormai largamente utilizzate protesi fisse in zirconio oltre alla totale assenza di metallo. Sul fronte ortodonzia, un posto di primo piano spetta al cosiddetto “apparecchio trasparente”, un'alternativa al tradizionale apparecchio fisso in metallo.

 

«I materiali utilizzati, scelti tra le migliori linee del mercato – aggiungono gli specialisti – sono tutti testati e la loro qualità è garantita dalla marcatura CE».

 

 

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Non solo calcoli, ecco un "urto" che fa bene alla salute

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


L'utilizzo nel trattamento delle ulcere è una nuova e importante frontiera raggiunta nell'uso delle onde d'urto, terapia fisica che agisce come un micromassaggio stimolando le cellule dei tessuti malati.

 

Le onde d'urto sono una terapia fisica che ha ormai un'ampia applicazione in ambito ortopedico, fisiatrico, ma anche dermatologico e estetico. «Si tratta di un'energia di tipo acustico,  che si caratterizza per un rapido aumento delle pressione cui fa seguito un ritorno a valori di pressione negativa. Tali "onde" – spiega la dottoressa Maria Elena Abati, fisiatra, responsabile del Servizio Onde d'Urto di Humanitas Gavazzeni Bergamo – hanno un effetto benefico sui tessuti come tendini, ossa, muscoli e pelle, poiché agiscono come un microidromassaggio che stimola le cellule dei tessuti malati inducendo effetti antinfiammatori e aumentando i fattori di crescita, fondamentali nei processi riparativi biologici».


Le onde d'urto sono nate originariamente per frantumare i calcoli renali, attraverso energie più alte di quelle usate nell'ambito della rigenerazione tissutale delle aree ortopedico-riabilitative, dermatologiche ed estetiche. «Con le onde d'urto focali si trattano fratture che non consolidano, e si possono portare a guarigione sofferenze tendinee acute e croniche – afferma la dottoressa Abati –. Se invece parliamo di tessuti più superficiali come la pelle, andiamo a stimolare la riparazione di un tessuto leso, che guarisce lentamente, come le ulcere, con risultati eclatanti e senza il ricorso alla chirurgia. È così anche nelle patologie di tipo estetico come le cicatrici o le smagliature, la cellulite e le rughe».

 

L'utilizzo positivo e innovativo nel trattamento delle ulcere è una frontiera importante raggiunta da questa terapia. «Le patologie ulcerative rappresentano una delle malattie più diffuse: interessano soprattutto persone oltre i 70 anni di età ma anche persone giovani, specialmente se affette da gravi patologie disabilitanti come para e tetraplegie. Per questi pazienti la "lesione da pressione" può rappresentare una significativa causa di sofferenza e anche di rischio per la sopravvivenza – precisa Elena Abati –. Lo stesso dicasi per le ulcere delle gambe a genesi multiple. L'introduzione della terapia con onde d'urto per le lesioni cutanee ha rappresentato una nuova e valida alternativa alle medicazioni e alla chirurgia, spesso entrambe non risolutive».


Molto stimolante è il fronte della medicina estetica per la quale si utilizzano un tipo particolare di onde d'urto dette «defecalizzate», che si rivelano efficaci nel trattamento della cellulite e delle rughe del volto. Si tratta di interventi medici (solo il medico può fare trattamenti con onde d'urto) non definitivi ma duraturi, cui le pazienti possono ricorrere per avere risultati significativi ogni 6/8 mesi. Per le onde d'urto non ci sono effetti collaterali e minime sono le controindicazioni: neoplasie nella sede di trattamento, uso di anticoagulanti, gravidanza, presenza di pacemaker.

 

 Articolo pubblicato il 17 luglio 2016 sul quotidiano "Eco di Bergamo".

 

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Trattatele con cura: le mani sono preziose

il . Pubblicato in Cure e trattamenti


Ossa e legamenti, ma anche nervi,
tendini strutture vascolari e cute. La mano è una struttura piccola, ma davvero molto complessa tanto da richiedere una chirurgia specifica capace di adattarsi a ogni singolo caso.

 

Le mani sono organismo complessi, potenti ma allo stesso tempo fragili, fatti non solo di ossa ma anche di strutture legamentose, capsulari, tendini, nervi e arterie.

Da pochi decenni esiste una chirurgia dedicata che, grazie all'innovazione tecnologica e chirurgica, è in grado di intervenire con sempre migliori risultati. Ne parliamo con il dottor Davide Smarrelli, responsabile della Chirurgia della mano di Humanitas Gavazzeni Bergamo.

Perché è importante che ci sia una specifica chirurgia della mano?

«Perché la chirurgia della mano è un mondo a parte. È una chirurgia definita piccola, e in realtà lo è perché piccole sono le strutture e piccoli sono i mezzi che utilizziamo, ma allo stesso tempo è un insieme di tante chirurgie. Quando dobbiamo riattaccare e lavorare sui nervi, applichiamo tecniche neurochirurgiche; quando dobbiamo riattaccare delle strutture vascolari applichiamo tecniche vascolari; utilizziamo poi tecniche microchirurgiche nelle ricostruzioni delle componenti della mano; siamo infine anche chirurghi plastici perché tutte le coperture sulle strutture non ossee richiedono delle conoscenze di chirurgia plastica. E poi, di base, siamo di estrazione ortopedica perché l'impalcatura della mano è fatta di tantissime ossa, tendini e legamenti che sono di competenza, appunto, ortopedica».

Al di là degli eventi traumatici quali sono le malattie più frequenti su cui interviene la chirurgia della mano?

«Predominanti sono le patologie compressive e degenerative, dalla sindrome del tunnel carpale fino a patologie molto rare, senza escludere patologie meno frequenti come i tumori, le patologie a carico delle parti molli (cisti, tendiniti), tutte patologie che possono emergere senza particolari traumi specifici, fino ad arrivare alle patologie articolari degenerative come l'artrosi».

A proposito di artrosi alle mani, come si interviene?

«L'artrosi è più difusa tra le donne ma senza che vi sia una ragione conclamata. Sicuramente è predominante la componente genetica e familiare cui si associano altre condizioni anche lavorative o traumatiche. Ha tante forme, ma il nostro compito nella scelta del trattamento di cura è rispondere all'esigenza funzionale di ogni paziente, per preservare la degenerazione articolare. Oggi esistono possibilità terapeutiche, anche chirurgiche, purtroppo però non possiamo fare molta prevenzione. Sulla mano e sul polso abbiamo sviluppato negli ultimi 15-20 anni tantissime tecniche che vanno da interventi biologici fino ad arrivare all’applicazione di protesi».

Le novità interessano in particolare il polso...

«Negli ultimi 20 anni l'attenzione dedicata al polso è cambiata e la patologia del polso è sempre meglio definita e trattata. Recentemente, l'introduzione di alcuni materiali ha permesso di sviluppare e intraprendere tecniche chirurgiche non troppo invasive che permettono di poter migliorare la sintomatologia dolorosa e anche mantenere una buona articolarità del polso grazie ad alcune miniprotesi in pirocarbonio che permettono di impedire il blocco completo del polso».

Il tunnel carpale, invece, come si manifesta e quando e come bisogna intervenire?

«È una sensazione fastidiosa di un forte formicolio che incide sulla sensibilità della mano. Se il disturbo è frequente bisogna intervenire chirurgicamente. È un intervento molto comune ma spesso sottovalutato. La ripresa è rapidissima nella scomparsa del formicolio, poi il recupero funzionale cambia da soggetto a soggetto. Nel 96% dei casi il problema si risolve».

Altri interventi diffusi?

«Sono quelli legati alle tendiniti, alle patologie dei tessuti molli, alle ricostruzioni legamentose, ai legamenti del polso. Oggi con i mezzi diagnostici più efficienti che abbiamo a disposizione riusciamo ad avvicinarci a una buona diagnosi e a trovare il trattamento più adatto a ogni caso specifico».

 

Articolo pubblicato il 3 luglio 2016 sul quotidiano "Eco di Bergamo".

 

 

L'OSPEDALE

Ospedale polispecialistico a Bergamo con aree specializzate per la cura di malattie cardiovascolari, tumorali, ortopediche e legate all’obesità con un centro diagnostico all’avanguardia

Campagne di prevenzione

"ComunicAnimare la salute", un innovativo progetto di promozione della salute in collaborazione con Bruno Bozzetto.

L'UNIVERSITA'

Humanitas Gavazzeni pone particolare attenzione verso le attività di didattica, formazione e ricerca.