Nel 2019 l’ospedale Humanitas Gavazzeni di Bergamo è stato il primo centro in Italia ad attivare un programma di cardiochirurgia robotica, massima espressione di innovazione tecnologica in ambito cardiochirurgico. Oggi è tra i pochi casi in Europa e Italia in cui è attivo un programma di tecnologia robotica applicato per la cura del cuore, grazie al dottor Alfonso Agnino, responsabile della Cardiochirurgia robotica e mininvasiva di Humanitas Gavazzeni di Bergamo, e la sua équipe.
L’utilizzo del robot permette di risolvere le patologie della valvola mitrale (dall’insufficienza alla stenosi), così come i difetti congeniti (difetto inter-atriale), l’insufficienza della valvola tricuspide e la patologia coronarica, con importanti benefici per i pazienti.
L’uso del robot in cardiochirurgia, infatti, permette di operare in modo preciso ed efficace oltre che “soft” il cuore, dal momento che l’estrema accuratezza della mano robotica consente di ridurre al minimo il trauma dei tessuti (il cardiochirurgo con questa tecnica esegue quattro incisioni di 8 millimetri invece di aprire il torace).
Questo si traduce in un’importante diminuzione del dolore, un ridotto rischio di sanguinamento e quindi dei rischi infettivi, un evidente vantaggio estetico e un rapido ritorno a una vita normale senza necessità di riabilitazione.